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Nuova metodologia sviluppata da ISMAC Biella diventa Norma ISO

 

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Il metodo proteomico basato sulla cromatografia liquida accoppiata alla spettrometria di massa (LC-ESI/MS) sviluppato dall’Istituto per lo Studio delle Macromolecole (ISMAC) di Biella per l’analisi quali-quantitativa delle fibre animali pregiate quali lana, cashmere e yak è diventato norma internazionale: ISO 20418-1 Textiles - Qualitative and quantitative proteomic analysis of some animal hair fibres Part 1: Peptide detection using LC-ESI-MS with protein reduction.

 

Il lavoro di ricerca e messa a punto del metodo è iniziato nel 2011 da una collaborazione tra il CNR-ISMAC Biella e il gruppo di lavoro del Prof. Stefano Sforza del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco dell’Università di Parma, grazie al finanziamento del Cashmere and Camel hair Manufacturers Institute (CCMI) di Boston. La spinta è arrivata dalle aziende leader del settore tessile, che, a garanzia della qualità dei loro prodotti e a tutela del consumatore, avevano la necessità di disporre di una metodologia analitica oggettiva e precisa in grado di identificare e quantificare fibre di lana, cashmere e yak, sia pure che in mista, presenti all’interno di manufatti tessili.

 

Grazie al finanziamento di 12 prestigiose aziende tessili italiane, ISMAC Biella ha acquistato un cromatografo liquido ultraperformante accoppiato ad uno spettrometro di massa (UPLC-MS) necessario a validare il nuovo metodo.

 

Nel 2014 il metodo proteomico è diventato norma interna dell’Istituto ed è stato avviato il percorso di trasformazione in norma internazionale che si è concluso a marzo 2018 con la sua pubblicazione. La Dr.ssa Claudia Vineis e la Dr.ssa Cinzia Tonetti hanno partecipato attivamente al processo di normazione all’interno dei gruppi di lavoro GL7 della Commissione Tecnica Tessile e Abbigliamento n.046 dell’UNI e ISO WG22. E’ prevista a breve anche la pubblicazione di tale norma da parte del CEN (Comitato Europeo di Normazione) e dell’UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione).

 

Nel frattempo ISMAC Biella sta proseguendo la ricerca per verificare l’applicabilità del metodo proteomico anche ai peli di cammello e camelidi sudamericani (lama, alpaca, vicuna e guanaco), in modo da poter in futuro estendere la norma anche a tali fibre.

 

 

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