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Dott.ssa Barbara Nicolaus

foto01Direttore f.f. Istituto di Chimica Biomolecolare - Consiglio Nazionale delle Ricerche

 

Gentile dott.ssa, quest’anno l’ICB compie 50 anni, sappiamo che questo Istituto negli anni ha modificato più volte le sue attività di ricerca perché è frutto della fusione di più organi del Cnr. Può raccontarci brevemente la sua storia?

Fondato a Pozzuoli, presso una sede provvisoria – all’epoca si chiamava Istituto per la chimica e la fisica di molecole di interesse biologico – l’idea alla sua base prevedeva di svolgere una ricerca innovativa che si differenziasse da quella svolta nelle aule universitarie. Fu lo stesso ambiente circostante, il mare e la solfatara di Pozzuoli, ad ispirare i suoi fondatori, quando decisero che la chimica, in quel territorio, poteva essere messa al servizio delle molecole di interesse biologico e delle sostanze naturali. Partendo da quei presupposti nacquero la chimica delle sostanze marine e la chimica dei batteri termofili. Questi ultimi, che rappresentano una rivoluzione nel mondo dei microrganismi, sono stati isolati per la prima volta proprio presso la solfatara puteolana. Oggi il nuovo Icb-Cnr è un istituto multidisciplinare, che rientra nel Dipartimento di Scienze Chimiche e Tecnologie dei Materiali diretto da Maurizio Peruzzini e costituito da altre sedi a Catania, Sassari e Padova, sedi che collaborano tra di loro sotto diversi aspetti. Le discipline affrontate ogni giorno sono, infatti, numerose, si va dalla green chemistry, alle tecnologie dei materiali, dalle sostanze di origine marina, alle energie rinnovabili, salute umana, passando per le bio -immagini. Tutti campi all’avanguardia per il sapere scientifico.

L’ evento:

 Quando

 Il 26 Marzo 2018 si festeggia il cinquantesimo anniversario della fondazione del Laboratorio per la Chimica e Fisica di Molecole di Interesse Biologico, ICMIB, fondato dal Prof. Rodolfo Nicolaus nel 1968  in alcune palazzine private come sede provvisoria ad Arco Felice, Pozzuoli.02

 L’attuale ICB Istituto di Chimica Biomolecolare è stato fondato nel 2001 dalla fusione di 2 Centri di studio del CNR all’Università e di 3 Istituti tra i quali  l’ ICMIB di Pozzuoli.

Il 26 marzo è stata una splendida occasione per ripercorrere gli aspetti scientifici dei primi anni, raccogliendo i ricordi dai diretti protagonisti per evidenziare attraverso le tematiche attuali dell’ICB le prospettive di sviluppo futuro nel senso storico del nostro lavoro che è importante passare alle nuove generazioni di ricercatori.

Per l’occasione è stato collezionato materiale digitale con foto ricordo delle persone nei laboratori dell’epoca e in quelli più moderni insieme alla pubblicazione “Dal Laboratorio di Chimica e Fisica di Molecole di Interesse Biologico all’Istituto di Chimica Biomolecolare, Storia dell’ICMIB” edita in occasione del trentennale.

Il link a tutto il materiale è presente sulla locandina della giornata di oggi: www.icb.cnr.it/50anni.

Il Presidente del CNR ha aperto i lavori ricordando l’importanza del passaggio ai giovani del testimone della passione per la ricerca e sottolineando lo sguardo al futuro che deve caratterizzare giornate come questa, anche in occasione dell’ingresso di nuovi ricercatori e del rilancio dell’Ente. Il Presidente ha anche sottolineato l’importanza che riveste per il CNR l’attività di divulgazione proprio per seminare, anche prima dell’ingresso nelle strutture, l’importanza del pensiero scientifico nelle più giovani generazioni della scuola.

Dopo gli indirizzi di saluto della Prof. Maria Teresa Moccia di Fraia, Assessore alla Cultura, Turismo e Tempo libero del Comune di Pozzuoli per la quale "un avvicinamento della ricerca al mondo della scuola anche attraverso la progettualità  dell'Alternanza Scuola Lavoro" è una realtà importante e del Prof. Emerito dell’Università di Napoli Federico II Lorenzo Mangoni, che ha ricordato insieme agli altri il suo ruolo come Presidente del Consiglio Scientifico dell’Istituto del CNR, i lavori sono proseguiti con una Tavola rotonda moderata dall’editorialista del Corriere della Sera Marco De Marco in cui sono intervenuti i direttori Dr. Guido Cimino e prof. Mario De Rosa, la Dr. Agata Gambacorta e il Dr. Vincenzo Di Marzo (con una relazione letta dal Dr. Luciano De Petrocellis) che hanno tutti ricordato gli inizi nella prima sede, alcune palazzine turistiche nei pressi del centro Damiani di Pozzuoli, con divertenti aneddoti ma anche ben delineando il rigore scientifico e l’approccio moderno alle tematiche di allora voluto dal Prof. Nicolaus.  Hanno concluso la tavola rotonda gli interventi di ricordi delle attività scientifiche ancora del passato il Dr. Antonio Malorni, la Dr. Raffaella Puliti, e i Professori Raffaele Riccio e Aldo Spinella, tutti sottolineando anche le relazioni interpersonali ed emozionali con lo spirito collaborativo verso l’incremento del sapere scientifico, facendo eco alle parole del Presidente del CNR nell’apertura "Ora come allora la molla deve essere la curiosità, quella di vedere nelle vetrine degli altri per stimolare il confronto".

La giornata è proseguita con le relazioni scientifiche. La prima tenuta dalla Dr. Margherita Gavagnin ha percorso l’intero periodo di 50 anni puntando alle molecole di interesse biologico studiate dai vari gruppi di ricerca. La Dr. Adrianna Ianora della Stazione Zoologica Anton Dohrn, la Prof. Chiara Schiraldi e la Prof. Henriette Molinari hanno rappresentato tre momenti corrispondenti ai reparti per primi costituiti dal Prof. Rodolfo Nicolaus  nel  Laboratorio per la Chimica e Fisica di Molecole di Interesse Biologico, raccontando le collaborazioni che l’istituto ha avuto e i più importanti temi scientifici che hanno caratterizzato l’attività storica. Al Dr. Mauro Marchetti infine è toccato il compito di descrivere le attuali attività dell’ICB inserite nella ricerca chimica italiana. Il successivo intervento del Dr. Maurizio Peruzzini ha inquadrato le attività scientifiche dell’ICB nel Dipartimento di Scienze Chimiche e Tecnologie dei Materiali. Quattro giovani ricercatori hanno continuato la carrellata delle presentazioni mostrando i temi attuali ed ancora di più sottolineando il passaggio di testimone

Perché

Dare alle nuove generazioni di ricercatori il senso storico dell’organo progenitore del CNR è stato il motivo conduttore della giornata: dai ricordi dei diretti protagonisti allo sviluppo scientifico delle tematiche attuali.

E’ stata una splendida occasione per la celebrazione della struttura che insieme ad altre ha dato vita a quello che oggi è diventato Istituto di Chimica Biomolecolare.

Oggi quindi l’Istituto su cosa concentra principalmente le sue ricerche? Può raccontarmi brevemente quali i principali obiettivi delle ricerche nell’ambito della chimica molecolare e in che modo si traducono in risultati rilevanti per la società.

 

L’ICB svolge ricerche di base e applicate nel campo della chimica dei sistemi biologici con lo scopo di incrementare attività di ricerca in aree trasversali consolidando le competenze disciplinari nell’ambito della caratterizzazione, sintesi e funzionalità di molecole bioattive.

Le ricerche dell’ICB fanno particolare riferimento a prodotti, processi e sistemi aventi specifico interesse chimico, farmaceutico, farmacologico, cosmetico, alimentare, agrochimico, biotecnologico, eco-ambientale ed energetico. Dall’attività di ricerca nel settore della chimica di sintesi l’ICB attende nuove molecole di interesse per il settore bio e per quello della chimica sostenibile. Interessanti campi di studio, tra i quali chemical biology, molecular design, drug discovery e green chemistry inseriscono l’ICB quale centro di eccellenza scientifica sul territorio, nei più importanti programmi di ricerca e accordi bilaterali regionali, nazionali ed internazionali soprattutto all’interno dell’Unione Europea.

Sono intensi gli scambi di ricercatori e numerosi i soggiorni di ospiti italiani e stranieri, numerose le collaborazioni con l’industria ed intensa l’attività di formazione e divulgazione.

Tematiche

Dagli studi sui batteri termofili, ossia l’origine della vita, a quelli delle sostanze naturali in particolare degli organismi marini, dallo studio degli endocannabinoidi alle modificazioni dei peptidi, dalla metabolomica alle energie rinnovabili, quali produzione di idrogeno,  dall’utilizzo degli scarti del pomodoro per la produzione di plastiche e contenitori biodegradabili, alla creazione del “Superpomodoro” , dalle missioni in Antartide alla sintesi di molecole innovative, la cronaca di questi decenni ha registrato una molteplicità di successi scientifici con vasto eco sui media ed una produzione scientifica di altissimo livello.

 

Lei è stata più volte Direttore dell’Istituto, in questi anni quali soddisfazioni ha tratto dalle sue ricerche all’interno dell’ICB. (breve storia della sua carriera in ICB).

La mia vita, una continua ricerca

La ricerca di una vita

La vita si origina dalla vita. Uno dei punti fermi del pensiero biologico sintetizzo, quale accattivante metafora, il mio percorso professionale nell’Istituto ICMIB. Nel 1968 nasceva l’istituto. Un po’ a casa mia raccontano ricercatori, tecnici e libri di storia. Arrivai all’istituto vincendo una borsa di studio, macinando kilometri di laboratorio e collezionando miriadi di provette. Era il 1978 ma di quel filone di ricerca sapevo già tutto o quasi! La sfida, quasi impossibile, sulle origini della vita, la ricerca, cioè, affidata ai Batteri termofili, aveva inconsapevolmente segnato la mia vita.

Laboratori e provette hanno da sempre caratterizzato la mia vita, in quanto figlia di uno scienziato che ha dedicato la propria vita alla ricerca.

Mio padre diceva sempre di non avere tre figli, ma tremila: i suoi studenti nel suo cuore. E così gli studi di biologia sono stati un percorso naturale ed entusiasmante. Prima la tesi all' Università  di Napoli “Federico II”,  poi il concorso per una borsa di studio, infine l’ingresso al CNR, la mia casa.

La chimica fin dai tempi della tesi mi ha portato ad interessarmi allo studio dei batteri termofili, del loro ruolo nell’origine della vita ma anche della possibilità di essere ottimi modelli  per missioni nello spazio, che è stato negli anni il mio campo d’azione scientifica. Uno studio che mi ha permesso confronti internazionali e che ha visto il CNR di Napoli all’avanguardia nel mondo. Dallo studio della chimica dei batteri termofili alla chimica dei materiali biotecnologici di origine vegetale. E così, dopo anni di ricerca, ecco il “super pomodoro”, un successo scientifico targato CNR di Napoli che ha fatto il giro del mondo.

Ed ancora il recupero delle bio-molecole dagli scarti vegetali nell'ottica delle bio-raffinerie. Tutte queste ricerche non potevano essere sviluppate senza la collaborazione entusiastica del mio gruppo di ricerca una famiglia per me, Licia, Anna Paola, Pina, Valeria, Ida, Enrico, Eduardo, e molti altri ancora che hanno reso questi anni dedicati alla  ricerca un vero e proprio sentirsi a casa. 

Il mio 110 e lode è maturato tra laboratori e ricerca. Fin dal secondo anno di università, ho vissuto l’attività sperimentale nel laboratorio di chimica biologica sotto la guida della prof.ssa Benedetta Farina. Con lei ed il suo gruppo di ricerca ho imparato cosa significhi fare ricerca: rigore, precisione, continuità, sacrificio, dedizione, spirito di gruppo. Una “maestra” che ha caratterizzato poi le mie scelte e il mio curriculum di ricercatore. Laurea  nel 1977, borsa di studio CNR nel 1978, fino al concorso di ricercatore espletato nel 1982. E da allora tutta la mia carriera si è sviluppata nell’istituto di chimica delle molecole di interesse biologico  (ICMIB), oggi  istituto di chimica biomolecolare (ICB) di Pozzuoli.

Nel 2001 sono diventata Primo Ricercatore e subito dopo Dirigente di Ricerca. Dal luglio 2013al giugno 2014 ed ottobbre 2017 a tutt’oggi  ho assunto l’incarico di Direttore Facente Funzioni del mio istituto. Una grande opportunità, una grande soddisfazione.

03La Direzione apre conoscenze, rapporti nuovi e proietta il lavoro dell’Istituto in un contesto più vasto ed articolato con la responsabilità di dare risposte molteplici ad un collettivo di lavoro che, nonostante le oggettive difficoltà della ricerca in Italia, non deve mai perdere l’entusiasmo e la passione per il proprio lavoro. Con un obiettivo: offrire ai giovani qualificati opportunità e possibilità di ricerca. Negli anni i tanti giovani entrati nel CNR hanno anche rappresentato un’entusiasmante stimolo a fare sempre meglio. Un percorso di vita scientifica che, tra l’altro, non mi ha negato l’esperienza di moglie e madre di Andrea ed Alessandro, rendendomi completa e serena.

Tra i problemi dirigenziali c’è il rischio di una eccessiva burocratizzazione della ricerca. Il giusto continuo richiamo ad un rigore di spese, specialmente in tempi di crisi, non deve mai penalizzare l’autonomia, la duttilità, la fantasia, la sperimentazione di un ricercatore.

Il successo del CNR a Napoli è comunque rappresentato da un supporto amministrativo di grande professionalità e competenza, fondamentale per i nostri progetti. Con una certezza mai abbandonare il confronto internazionale.

L’eccellenza del CNR deve confrontarsi sempre di più con la rete scientifica mondiale. Le nuove tecnologie di comunicazione consentono notevoli risparmi economici e continuità di collaborazione. Nei nostri laboratori, infatti, non deve mai mancare la presenza di studenti e ricercatori stranieri.

Un occhio particolare infine, per il deposito di brevetti targati CNR. Sono migliaia le ricerche che hanno portato vere e proprie rivoluzioni anche nella vita pratica, ricerche che potrebbero rappresentare per l’Ente una risorsa economica.

Il giusto rapporto tra ricerca e politica, come in tutti i campi, è sempre positivo e fondamentale. L’attivazione di fondi, investimenti, sviluppo di filoni di ricerca, collaborazioni internazionali, tutto è sempre dipeso anche da politiche che hanno salvaguardato la ricerca pubblica, tutelando però l’autonomia dell’Ente e dei suoi ricercatori. Questo giusto equilibrio non deve mai venire meno. Anche se oggi si sente un forte bisogno di una partecipazione più attiva e propositiva del mondo della ricerca alle scelte politiche di indirizzo, alla formulazione di leggi e regolamenti. Una politica che non sa ascoltare e coinvolgere è una politica senza respiro.

Ad un giovane, infine, aprirei subito le porte del laboratorio spiegandogli che la sua sarà una scelta di vita. La ricerca chiede dedizione assoluta. Il fascino di una missione che contrasta spesso con la lunghezza dei percorsi d’ingresso e la insufficiente remunerazione economica. Ma in tanti decenni di lavoro ho visto che la sfida è stata vinta da molti giovani.

Ieri come oggi, per il bene della ricerca pubblica, queste opportunità devono essere offerte ed attuate.

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