Consiglio Nazionale delle Ricerche

Consiglio Nazionale delle Ricerche

DIPARTIMENTO SCIENZE CHIMICHE E TECNOLOGIE DEI MATERIALI

MISSION

Il Dipartimento di Scienze Chimiche e Tecnologie dei Materiali (DSCTM), uno dei sette Dipartimenti tematici del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), svolge la propria attività attraverso 14 istituti di ricerca diffusi sull’intero territorio nazionale. Il DSCTM comprende circa 1000 unità di personale, per la maggior parte, tecnici, tecnologi e ricercatori dedicati ad attività di ricerca, a cui si aggiungono diverse centinaia di giovani in formazione ed alta formazione.
Con questa base numerica, il DSCTM rappresenta, in termini di addetti alla ricerca e di competenze differenziate e di alto livello, uno dei principali presidii scientifici del paese capace di svolgere ricerca di base e applicata in ogni ambito delle scienze molecolari e delle tecnologie chimiche e dei materiali.
Sintetizzare nuovi composti e materiali funzionali per l’impiego in diversi ambiti, strategici per il nostro paese, e comprendere le regole che governano la reattività chimica prevedendo e guidando le intime ed affascinanti relazioni che legano la struttura molecolare con le proprietà chimiche e fisiche dei sistemi molecolari e supramolecolari e dei nuovi materiali, rappresenta la missione scientifica del Dipartimento e definisce l’offerta di competenze tecnologiche che esso mette a disposizione del paese per accogliere la sfida globale di una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva.
Le attività scientifiche del DSCTM sono organizzate in quattro aree strategiche individuate incrociando un’analisi accurata delle competenze dei 14 istituti afferenti con le priorità nazionali, espresse nel PNR, e le strategie di Horizon2020.
Le aree strategiche sono:
•    Chimica e materiali per la salute e le scienze della vita,
•    Energie Rinnovabili,
•    Chimica e tecnologie dei materiali
•    Chimica Verde
Queste aree, arricchite da attività trasversali di specifica e riconosciuta eccellenza, come il modelling computazionale e le applicazioni della chimica e della scienza dei materiali ai beni culturali, garantiscono al DSCTM un ottimo posizionamento a livello internazionale ed un ruolo chiave in molteplici progettualità interdisciplinari favorendo una maggiore competitività sul mercato globale e permettendo al CNR di contribuire alla soluzione delle grandi sfide che la scienza e l’umanità hanno di fronte.



NEWS

MD RAVELLO 2021

3rd International Workshop on Membrane Distillation and Innovating Membrane Operations in Desalination and Water Reuse

Elezione di LIdia Armelao, Direttore ICMATE, a Vice Presidente della Divisione di Chimica Iniorganica di IUPAC

Un prestigioso riconoscimento è stato conferito da IUPAC (International Union of Pure and Applied Chemistry) a Lidia Armelao,

EnerCHEM 2

Padova, 12-14 february 2020 The University of Padova, ICMATE CNR and the Società Chimica Italiana (SCI) will have the pleasure and honor of hosting in Padova from 12 to 14 February 2020 ENERCHEM2

CORSO 2020 ACCADEMIA DEI MECCANISMI MOLECOLARI

Da gennaio a novembre 2020 il Corso prevede di approfondire tematiche in ambito molecolare con:

HIGHLIGHTS

Tumore al seno: le microcalcificazioni maligne hanno una firma biochimica specifica

Pavia, 6 Marzo 2020  La scheda Nel nostro corpo i processi di calcificazione sono fondamentali per dare forma alle nostre ossa ma esistono altre forme di calcificazione più o meno patologiche a livello di molti organi e tessuti, inclusi il rene, le arterie, la cistifellea e persino il cervello.  Il seno non fa eccezione. La presenza di microcalcificazioni rilevate alla mammografia è infatti uno dei primi segni della possibile comparsa del tumore al seno, sebbene la loro presenza non sia per forza associata a malignità. L’origine della loro formazione non è molto chiara ma certamente, in caso di microcalcificazioni “sospette”, viene indicata la biopsia della zona che le circonda perché si è osservato che se una lesione tumorale è presente, è più probabile che si trovi vicino a microcalcificazioni. Fortunatamente, più del 50% delle biopsie con microcalcificazioni indicano una lesione benigna, e quindi un falso allarme. D’altra parte, ne risulta che moltissime pazienti vengono sottoposte a biopsia, unico metodo ad oggi per accertare la malignità della lesione, anche nei casi in cui il tessuto risulta sano. Questo comporta un eccesso di procedure invasive, comunemente associate a stress, a disagi e, non ultimo, a costi elevati per il sistema sanitario. Se fosse possibile identificare la malignità di una lesione senza sottoporre le pazienti a biopsia, o perlomeno riducendone il numero, avremmo raggiunto un importante risultato. I ricercatori degli Istituti Clinici Scientifici Maugeri IRCCS di Pavia e dell’Università degli studi di Milano, in collaborazione con i colleghi dell’Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bari, dell’Università di Pavia e dell’Istituto Paul Scherrer, in Svizzera, hanno recentemente concluso uno studio, pubblicato su “Cancer Research”, per verificare l’esistenza di una correlazione tra le caratteristiche biochimiche delle microcalcificazioni e il tumore. A tal fine, i ricercatori hanno studiato circa 500 microcalcificazioni provenienti da biopsie con una diagnosi certa (sia maligne che benigne) attraverso il metodo spettroscopico di Raman imaging (basato sulla luce) che permette di studiare in dettaglio la composizione biochimica di un campione producendo delle mappe a più dimensioni altamente informative. In parallelo, i campioni sono stati analizzati in dettaglio attraverso microscopie a scansione con raggi-X per validare le natura cristallina delle calcificazioni. Lo studio ha dimostrato che le microcalcificazioni associate al tumore hanno delle caratteristiche specifiche e differenti da quelle associate a lesione benigna. In particolare, si è osservato che le microcalcificazioni associate al tumore sono più omogenee e più “cristalline”, suggerendo che la loro formazione potrebbe essere dovuta a processi attivi e con tempistiche relativamente rapide, data l’evoluzione repentina del tumore. In aggiunta, si è visto che anche le microcalcificazioni situate a una relativa distanza dal tumore, e non solo quelle al suo interno, hanno caratteristiche di malignità. Questo suggerisce che il tumore condiziona e influenza il suo intorno creando un ambiente patologico anche a una relativa distanza dalle cellule propriamente tumorali. Lo studio indica nuove possibili soluzioni diagnostiche che non necessitano di sottoporre le pazienti a biopsia. Infatti, il metodo Raman utilizzato in questo studio è compatibile con misure “in-vivo” e si può accoppiare con fibre ottiche poco invasive (micro-endoscopi) o con misurazioni che non richiedono di entrare nel tessuto. I prossimi passi saranno l’ottimizzazione e la validazione di questi strumenti, al fine di verificare la possibilità di studiare le microcalcificazioni direttamente nella mammella senza richiedere la rimozione della lesione sospetta. Lo studio, è stato recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista “Cancer Research” dell’associazione americana della ricerca sul tumore (AACR). Chi: Istituti Clinici Scientifici Maugeri IRCCS, Pavia; Università statale di Milano; Istituto di cristallografia (IC) del CNR, Bari; Università degli studi di Pavia; Paul Scherrer Institute, Svizzera. Che cosa: Caratterizzazione biochimica e strutturale delle microcalcificazioni legate al tumore al seno - “Raman Spectroscopy reveals that biochemical composition of breast microcalcifications correlates with histopathological features”, https://cancerres.aacrjournals.org/content/early/2020/02/22/0008-5472.CAN-19-3204 Info: Renzo Vanna (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.); Fabio Corsi (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.); Cinzia Giannini (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) Didascalia: L’immagine mostra il vetrino istologico derivato dalla biopsia di un tumore. Nella zona colorata digitalmente si evidenzia in rosso la presenza di microcalcificazioni maligne.

26-03-2020

Black Phosphorus/Palladium Nanohybrid

Black Phosphorus/Palladium Nanohybrid: Unraveling the Nature of P-Pd Interaction and Application in Selective Hydrogenation

24-10-2019

Second Youth of a Metal-Free Dehydrogenation Catalyst: When γ-Al2O3 Meets Coke Under Oxygen- and Steam-Free Conditions

Il progetto nasce all’interno di una più ampia attività progettuale finanziata dalla Presidenza della Repubblica Francese nell’ambito della call internazionale “Make our Planet Great Again”.

23-10-2019

BIOFILM

patogenicità microbica e antibiotico-resistenza: scoperto uno dei sistemi di difesa del patogeno Pseudomonas aeruginosa

15-07-2019

DOTTOR ALBERTO FIGOLI

LE INTERVISTE DI FEDERICA CRISCUOLI Due chiacchiere con il nuovo Direttore dell’Istituto per la Tecnologia delle Membrane (ITM-CNR), al quale vanno i miei migliori auguri di buon lavoro e sincere congratulazioni per il traguardo conseguito

15-04-2019

Tumore dell'ovaio, proteina NEK6 target di nuove cure personalizzate

Secondo i più recenti dati epidemiologici (I numeri del cancro in Italia, VIII edizione 2018), complessivamente in Italia ogni giorno circa mille persone ricevono una diagnosi di tumore maligno e le malattie neoplastiche rappresentano ancora la seconda causa di morte (29% di tutti i decessi) dopo le malattie cardiovascolari (37%). In particolare, i dati Istat indicano il carcinoma del polmone come prima causa di morte oncologica nella popolazione italiana generale, seguito dal carcinoma del colon-retto e dal carcinoma della mammella femminile. Il tumore dell’ovaio, al nono posto tra le forme tumorali, a fronte di un’incidenza relativamente bassa, rappresenta la principale causa di morte per tumore ginecologico. La farmacologia antineoplastica potrebbe però arricchirsi, in un prossimo futuro, di nuovi strumenti terapeutici selettivi efficaci. La collaborazione multidisciplinare tra Facoltà di medicina e chirurgia dell’Università Cattolica, Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs e Istituto di chimica del riconoscimento molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Icrm), ha portato infatti all’identificazione di una molecola, brevettata, in grado di inibire selettivamente l’attività della proteina-chinasi NEK6, bloccando in tal modo la proliferazione delle cellule neoplastiche. La scoperta, pubblicata su Scientific Reports (rivista del gruppo Nature), è frutto del lavoro dei ricercatori Marta De Donato, Benedetta Righino, Flavia Filippetti, Alessandra Battaglia, Marco Petrillo e Davide Pirolli, coordinati dal Giovanni Scambia (professore ordinario di Clinica ostetrica e ginecologica presso l’Università Cattolica e direttore scientifico della Fondazione Policlinico universitario A. Gemelli Irccs), da Daniela Gallo (dirigente sanitario responsabile dell’Unità di medicina traslazionale per la salute della donna e del bambino del Policlinico universitario A. Gemelli Irccs) e da Maria Cristina De Rosa (responsabile del Cnr-Icrm, sede secondaria di Roma). “Il nostro gruppo di ricerca si è occupato negli ultimi anni del ruolo della proteina NEK6 nel tumore dell’ovaio, dimostrando come elevati livelli di espressione nel tessuto tumorale si correlino con una prognosi sfavorevole e una scarsa risposta al trattamento di prima linea”, spiega Gallo, Policlinico universitario A. Gemelli Irccs. “Risultati simili sono stati ottenuti anche da altri gruppi di ricerca in differenti tumori solidi. Sulla base di tali rilevanze cliniche e in considerazione del ruolo di NEK6 nella progressione del ciclo cellulare e nella crescita ancoraggio-indipendente, abbiamo ipotizzato che tale proteina potesse costituire un target interessante e promettente per nuove terapie antitumorali personalizzate”. “Grazie all’utilizzo dei più recenti metodi di chimica computazionale, che permettono di testare virtualmente milioni di composti al computer, abbiamo identificato una serie di molecole con putativa attività inibitoria per NEK6”, prosegue De Rosa, Cnr-Icrm. “I composti così individuati sono stati quindi testati in vitro con differenti tecniche per la conferma dell’attività farmacologica e successivamente valutati su un pannello di linee cellulari rappresentative di differenti tumori solidi (polmone, colon, mammella e ovaio), dimostrando un’interessante attività anche in associazione a farmaci antineoplastici di comune uso clinico, quale il cisplatino”, aggiunge De Donato, primo autore della pubblicazione scientifica. “Per l’Università Cattolica, il brevetto è stato conferito in gestione alla società Molipharma s.r.l, spin-off universitario della Facoltà di medicina e chirurgia dell’Ateneo, creato con l’obiettivo di valorizzare le competenze e le conoscenze presenti all’interno degli Istituti universitari. Il composto individuato rappresenta un capostipite per l’individuazione di molecole di potenziale sviluppo clinico per approcci terapeutici personalizzati in campo oncologico”, conclude Scambia, direttore scientifico della Fondazione Policlinico universitario A. Gemelli Irccs.

01-03-2019

Project 65

strengthening chemical and biological waste management in Central Asia countries for improved security and risk mitigation

31-10-2018

18-06-2018

Dott.ssa Barbara Nicolaus

Direttore f.f. Istituto di Chimica Biomolecolare - Consiglio Nazionale delle Ricerche

12-06-2018


 1  2 

CookiesAccept ita

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo
©2019 Francesco Verginelli - CNR - All Rights Reserved. - DSCTM - P.le Aldo Moro, 7 - 00185 - Roma

Search