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2000 anni di storia della Sindone di Torino visti ai Raggi X

01La Sindone di Torino è la più importante reliquia della cristianità. Per la tradizione è il lenzuolo sepolcrale che avrebbe avvolto il corpo di Gesù dopo la crocifissione. Nel 1988 la datazione al carbonio 14 di alcuni campioni prelevati dalla Sindone, effettuata da tre distinti laboratori, ha indicato che dovrebbe avere soltanto circa 7 secoli di storia[1]. La storia documentata della Sindone è di 7 secoli, tutti in Europa. Dunque, in base ai risultati ottenuti dalla radio-datazione, il lenzuolo sarebbe una reliquia non autentica poiché di epoca medioevale.

 

I campioni tessili, però, di solito sono soggetti a contaminazioni di ogni genere, che non è sempre possibile controllare e rimuovere totalmente dal reperto da datare. Muffe e batteri, colonizzando le fibre tessili, e sporcizia o minerali contenenti carbonio, come il calcare, aderendo su di esse, negli spazi vuoti tra le fibre che a livello microscopico rappresentano circa il 50% del volume, possono essere così difficili da eliminare totalmente, nella fase di ripulitura del campione, che ne possono falsare la datazione. Infatti, il tessuto può essere arricchito di nuovo carbonio 14, assimilato attraverso il ciclo vitale degli esseri viventi appartenuti a epoche successive rispetto a quella in cui il manufatto tessile è stato realizzato. I reperti tessili sono i campioni da radio-datare più a rischio di contaminazione, difficile da eliminare, poiché la superficie per unità di peso esposta all’interazione con l’esterno è molto elevata, a causa del piccolo diametro delle microfibre (10-20 micrometri) e il numero elevato di microfibre per filo (circa 200). Circa metà del volume di un filo di fibre naturali è spazio vuoto, interstiziale, riempito da aria o da altro, tra le fibre che lo compongono. Tutto quello che s’insinua tra le fibre deve essere accuratamente rimosso. Se ciò non accade la datazione al carbonio 14 non è attendibile. Non si può escludere che ciò potrebbe essere accaduto nel 1988, una cosa confermata dal fatto che spostandosi dalla periferia verso il centro del lenzuolo, lungo il lato più lungo, si evidenza un significativo aumento di carbonio 14[2].

Recentemente, abbiamo dimostrato che, tramite analisi WAXS, è possibile valutare il degrado strutturale per invecchiamento naturale della cellulosa che compone le fibre dei fili di lino. In tal modo, è possibile datare con l’analisi a raggi X gli antichi tessuti da cui i campioni sono stati prelevati[3]. Partendo dai risultati ottenuti nello studio appena citato, su campioni di confronto, prelevati da tessuti di lino di età variabile fra il 3000 a.C. ed il 2000 d.C., è stato possibile datare un campione di filo sindonico[4]. Il campione sindonico analizzato è costituito da un filo prelevato in prossimità dell’area 1988/radiocarbonio (angolo corrispondente all’area dei piedi dell’immagine frontale, in prossimità del cosiddetto campione di Raes). La dimensione del campione di lino analizzato è di circa 0,5 mm × 1 mm. I profili di dati WAXS integrati, ottenuti sul campione sindonico (curva arancione in figura), sono compatibili con le misurazioni analoghe ottenute su un campione di lino la cui datazione, secondo i documenti storici, è 55–74 d.C., assedio di Masada, Israele (curva verde in figura).

Il grado di invecchiamento naturale della cellulosa che costituisce il lino del campione indagato, ottenuto mediante analisi ai raggi X, ha mostrato che il tessuto sindonico è molto più antico dei 7 secoli proposti dalla datazione al radiocarbonio del 1988. I risultati sperimentali ottenuti dall’analisi WAXS sono compatibili con l’ipotesi che la Sindone possa effettivamente essere una reliquia con 2000 anni di storia. Siamo, pertanto, di fronte a due datazioni - radiocarbonio e WAXS - molto differenti nei loro risultati.

La tecnica di datazione del lino mediante i raggi X non è distruttiva. Dunque, può essere ripetuta più volte sullo stesso campione. Vista la datazione medioevale ottenuta dal carbonio 14, e quella ottenuta dall’analisi WAXS compatibile con 2000 anni di storia, sarebbe auspicabile una campagna di misurazioni con raggi X effettuate da più laboratori, su più campioni, al massimo di dimensioni millimetriche, prelevati dalla Sindone. Poiché la tecnica WAXS necessita di campioni di tessuto molto piccoli, di dimensioni lineari anche inferiori al 1 mm, e non teme la contaminazione da materiale organico di epoche successive, l’eventuale prelievo di campioni dal lenzuolo sindonico non sarebbe per nulla invasivo e potrebbe essere effettuato dai bordi. Anzi, nel 2002 sono già stati prelevati alcuni fili dalla Sindone, conservati dall’Arcidiocesi di Torino proprio per studi scientifici futuri. Questa nuova campagna di misure di datazione, mediante il WAXS, potrebbe permettere di confermare che il lenzuolo, che la tradizione cristiana associa alla crocifissione, morte e risurrezione di Gesù Cristo, abbia proprio 2000 anni di storia, definendo un’importantissima tessera, quella temporale, del complesso puzzle che la Sindone di Torino ancora oggi rappresenta per la scienza.

Lo studio, disponibile on line[5], è stato effettuato nei laboratori IC-CNR della sede di Bari, in collaborazione con il prof. G. Fanti dell’Università di Padova.

Liberato De Caro

Istituto di Cristallografia (IC-CNR), via Amendola 122/O, Bari

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DeCaro Heritage.pdf

 

[1]  P. E. Damon et al., Radio carbon dating of the Shroud of Turin, Nature 337, (1989), pp. 611–615.

[2] B. Walsh, L. Schwalbe, An instructive inter-laboratory comparison: The 1988 radiocarbon dating of the Shroud of Turin, J. Archaeological Science: Reports 29 (2020), 102015ss.

[3] L. De Caro, C. Giannini, R. Lassandro, F. Scattarella, T. Sibillano, E. Matricciani, G. Fanti, X-Ray Dating of Ancient Linen Fabrics, Heritage 2 (2019), pp. 2763-2783.

[4] L. De Caro, T. Sibillano, R. Lassandro, C. Giannini, G. Fanti, X-ray Dating of a Turin Shroud’s Linen Sample, Heritage 5 (2022), pp. 860-870.

[5] https://www.mdpi.com/2571-9408/5/2/47

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